È iniziato questa settimana un percorso creativo unico nel suo genere, che vede i nostri ragazzi protagonisti di un’esperienza che unisce le mani in pasta e il cuore nei racconti. Il progetto “UNA PIZZA”, condotto da Paola Berselli e Stefano Pasquini del Teatro delle Ariette, trasforma il gesto quotidiano del cucinare in un potente strumento di condivisione e crescita personale.
Non si tratta solo di imparare a preparare un impasto perfetto. Attorno al tavolo di lavoro, la pizza diventa il pretesto per esplorare la propria autobiografia. Ogni ingrediente si mescola alle storie personali, ai ricordi sensoriali e alle emozioni dei partecipanti, trasformando la cucina in un vero e proprio palcoscenico di vita.
I momenti chiave del laboratorio
Il percorso si articola attraverso tappe fondamentali che stimolano la riflessione e la solidarietà:
- L’incipit dei Diritti Umani: Il laboratorio si apre con l’ascolto e l’azione comune sulla Dichiarazione universale dei diritti umani, per ribadire il valore della dignità e del rispetto reciproco.
- La narrazione: Durante le pause di lavorazione dell’impasto, i partecipanti condividono squarci della propria vita: la “prima pizza”, quella mangiata in festa o in solitudine, condita con le esperienze che li hanno formati.
- L’azione teatrale: Il laboratorio si concluderà con una breve ma intensa azione teatrale comune, un gesto simbolico per suggellare il patto di comprensione e solidarietà nato tra i tavoli da lavoro.
Perché questo progetto a FOMAL?
Crediamo fermamente che la scoperta dell’arte e della narrazione di sé sia un patrimonio prezioso per la nostra comunità. Come suggeriscono i formatori del Teatro delle Ariette, il cibo è “materia e gesto” capace di attivare la memoria e cambiare la percezione della nostra realtà.
Siamo pronti a lasciarci stupire da ciò che emergerà da questo “mondo che cade dentro” una pizza.
Si ringrazia la Fondazione Carisbo per il prezioso sostegno alla realizzazione del progetto.






















