{"id":9153,"date":"2024-07-04T09:35:11","date_gmt":"2024-07-04T09:35:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fomal.org\/main\/?page_id=9153"},"modified":"2024-07-04T09:35:13","modified_gmt":"2024-07-04T09:35:13","slug":"off-osteria-formativa-fioravanti-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fomal.org\/main\/off-osteria-formativa-fioravanti-2\/","title":{"rendered":"OFF &#8211; Osteria Formativa Fioravanti"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">OFF \u2013 OSTERIA FORMATIVA FIORAVANTI<\/h1>\n\n\n\n<p>pi\u00f9 di un\u2019osteria, diversa da una scuola<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fomal.org\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/off01.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6584\" title=\"off01\"\/><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fomal.org\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/off07_500px.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6600\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Grazie alla sinergia tra l\u2019Associazione Katia Bertasi, la cooperativa Fanin e l\u2019ente di formazione professionale Fomal, agli allievi del profilo Operatore della ristorazione, a partire da settembre 2019, viene data l\u2019opportunit\u00e0 di prendere parte ad un\u2019esperienza formativa in un\u2019autentica attivit\u00e0 ristorativa (con una vera clientela pagante), supportati da formatori, tutor ed educatori.<br>OFF, Osteria Formativa Fioravanti, nasce dalla voglia di sperimentare, di conoscere e aprirsi al proprio territorio e di crescere insieme come comunit\u00e0. Come si legge nei suoi menu, \u00e8 \u201cpi\u00f9 di un\u2019osteria, diversa da una scuola\u201d.<br>OFF si trova a Bologna, nel cuore pulsante del quartiere Bolognina, in via Fioravanti 22, tra abitazioni, alberghi, scuole, uffici e strutture sanitarie. \u00c8 un luogo vivace e accogliente, dove poter fare colazione, fermarsi per un caff\u00e8 e pranzare con piatti sempre diversi, realizzati e serviti dagli studenti e stagisti di Fomal. \u00c8 aperto tutti i giorni, dal luned\u00ec al venerd\u00ec, dalle 8:30 alle 15:00, in linea con l\u2019orario scolastico,<br>La struttura, data in gestione dal Comune di Bologna al Centro Katia Bertasi, \u00e8 un centro sociale per anziani, gestito da volontari, dove vengono organizzate attivit\u00e0 ricreative, pranzi sociali e corsi di varia natura, rivolti al quartiere. Una parte di questi locali, nell\u2019anno scolastico 2019-2020, viene data in gestione a Fomal: ci sono gi\u00e0 il bancone del bar, i tavoli per la sala (60 coperti in totale) e una cucina professionale: occorre solo personalizzare gli ambienti. Il budget \u00e8 limitato, ma l\u2019impegno collettivo regala grandi soddisfazioni.<br>Ai ragazzi del laboratorio protetto Atelier della cooperativa Fanin di San Giovanni in Persiceto, per esempio, viene chiesto di occuparsi della realizzazione dei menu e della scelta delle tovaglie da abbinarvi. Nel frattempo, armati di rulli, pennelli, vernici e fotografie, l\u2019osteria prende forma. (qui metterei un link che rimandi alle foto dell\u2019osteria oppure alternerei testo e immagini)<br>L\u2019apertura dell\u2019osteria coincide con quella della scuola: il piano formativo prevede che ogni giorno vi sia la presenza di classi diverse (secondi e terzi anni di Fomal Bologna e San Giovanni in Persiceto), stagisti di Fomal e due tirocinanti, uno inviato dall\u2019ASL di San Lazzaro di Savena e l\u2019altro dal Comune di Bologna, presenti con continuit\u00e0 e regolarit\u00e0.<br>Un mix di vissuti e di bisogni che arricchisce il luogo sia dal punto di vista delle relazioni sia da quello della formazione in senso stretto.<br>Ad accogliere e guidare gli studenti sono l\u2019educatrice professionale Elena Antonelli, preposta all\u2019accoglienza degli studenti e della clientela, alla gestione dei rapporti con il territorio attraverso convenzioni, comunicazione (stampa e diffusione menu del giorno), prenotazioni dei tavoli e dell\u2019asporto, supervisore in cucina; i docenti di cucina e sala, lo chef Francesco Marcone, food and beverage manager, e il professor Fabrizio Cariati, docente e responsabile del servizio in sala. Come valore aggiunto dell\u2019iniziativa vi \u00e8 l\u2019assunzione, da parte della cooperativa Fanin, di un ex studente di Fomal, Mattia Guzzo, come cuoco dell\u2019osteria.<br>Un\u2019esperienza del genere richiede personale qualificato e appassionato, capace di variare e adattarsi a richieste improvvise ed esigenze diverse. A questo proposito, l\u2019ex direttrice didattica dell\u2019ente, Antonella Migliorini dice che \u201cil gruppo di lavoro \u00e8 stato il punto di forza: ognuno, nell\u2019ambito del proprio ruolo, con una disponibilit\u00e0 infinita e la voglia di mettersi in gioco. L\u2019OFF era un\u2019orchestra dove si suonava la stessa sinfonia. Si riusciva a condividere. Era un grande stimolo educativo anche per noi adulti, coalizzati ugualmente nei momenti di difficolt\u00e0, concentrati insieme sull\u2019ostacolo da superare. Credo sia stato uno dei progetti pi\u00f9 coinvolgenti della mia carriera\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gli obiettivi di OFF<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019OFF \u00e8 un crocevia tra lo stage e la formazione professionale. Antonella Migliorini, impegnata nella cura e gestione del progetto, ci racconta quanto si fosse avvertita, negli anni, la necessit\u00e0 di creare un polo attraente, \u201cun luogo che desse spinta e sicurezza a tutti i ragazzi, inclusi quelli pi\u00f9 fragili; una situazione di formazione che potesse accompagnare verso il mondo del lavoro tutti, incluso chi non riesce ad inserirsi in maniera autonoma. Un luogo capace di coniugare, non fondere, la formazione professionale con il lavoro, l\u2019elemento dell\u2019imprenditorialit\u00e0 con quello della formazione\u201d.<br>Il professor Cariati, responsabile del servizio in sala, vede l\u2019OFF come un ponte tra la scuola e lo stage. \u201c\u00c8 un\u2019esperienza che permette di farsi un\u2019idea degli ambienti lavorativi, dei ritmi pi\u00f9 serrati rispetto a quelli della scuola, della necessit\u00e0 di imparare a gestire l\u2019imprevisto. Passare dall\u2019OFF prima di uno stage in azienda prepara e, in un qualche modo, rassicura i ragazzi\u201d.<br>Antonelli e Marcone, ricordando le insicurezze di alcuni ragazzi alle prese, per la prima volta, con dei clienti, sottolineano una condivisa visione educativa dell\u2019errore, elemento fondamentale per l\u2019acquisizione di conoscenze e competenze.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>La particolare modalit\u00e0 ed il sensibile approccio sono stati fattori determinanti per il successo formativo del progetto. L\u2019eventuale errore del ragazzo non \u00e8 mai stato n\u00e9 giudicato n\u00e9 punito; al contrario, \u00e8 diventato fattore di autovalutazione ed uno stimolo a fare meglio.<\/em><br><em>In questo modo, in un clima cos\u00ec sereno e rilassato, i ragazzi danno il meglio di s\u00e9 perch\u00e9 non hanno paura di sbagliare e di essere giudicati. Il miglioramento che ne \u00e8 derivato a livello professionale e personale ha portato molti di loro a scegliere l\u2019OFF come luogo di stage, perch\u00e9 luogo di formazione e di apprendimento diretto e sereno.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Nabil, stagista di Fomal \u2013 sede di San Giovanni in Persiceto \u2013 dice \u201c All\u2019OFF mi sentivo responsabile della soddisfazione dei clienti, ma, allo stesso tempo, libero di sbagliare. La tranquillit\u00e0 ti fa imparare meglio e di pi\u00f9 qualunque cosa. Piano piano sono diventato pi\u00f9 sicuro e autonomo ed \u00e8 stato bello notare che i prof si fidassero di me\u201d.<br>E Luisa, giovane studentessa di Fomal Bologna:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>Mi mettevo l\u00ec con Elena, mi faceva imparare come si fa una focaccia..tante cose e devo dire che in certi casi ero anche abbastanza autonoma: si imparano le cose e poi senti di volare da sola come un razzo. Certo, anch\u2019io sbagliavo, ma, dopo, Elena mi faceva capire dove io avevo sbagliato e mi rimettevo di nuovo sullo stesso passo e piano piano andavo. In certi casi devo dire anche che quando vedevo le cose un po\u2019 difficili, mi fermavo. Dopo ho capito che se ti fermi senza provare, non impari mai: diciamo che per me, personalmente, \u00e8 stata un po\u2019 una sfida con me stessa \u2026prima ero sempre chiusa in me stessa. Stando l\u00ec ho imparato a dialogare con le persone, ho acquisito pi\u00f9 abilit\u00e0 in cucina.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Altro elemento pedagogico fondante del progetto \u00e8 infatti l\u2019autonomia degli allievi e il loro protagonismo. Migliorini sottolinea come il progetto si sia sviluppato grazie al contributo di tutti, ragazzi inclusi.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>OFF \u00e8 stata una cosa in divenire, a volte sembrava pi\u00f9 grande di noi, ma ci siamo mossi insieme per disegnarlo su misura.<\/em><br><em>OFF era un rischio che bisognava correre: il budget era ridotto e le aspettative alte. Ci siamo messi in gioco cercando di razionalizzare le spese. I ragazzi lo sapevano e hanno dato il massimo affinch\u00e9 i clienti uscissero soddisfatti.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Nonostante i momenti di difficolt\u00e0, infatti, non c\u2019\u00e8 tempo per i conflitti tra pari, per la disattenzione, per il telefono. Quando c\u2019\u00e8 una brigata che conta su ciascuno, dei clienti con delle aspettative che investono in un progetto di cui tutti sono ormai un tassello insostituibile, anche la \u201cgiornata no\u201d passa in secondo piano. La tensione c\u2019\u00e8, ma \u00e8 positiva, \u00e8 concentrazione, \u00e8 imbarazzo, timore di sbagliare, ma voglia di provarci lo stesso. E il coraggio aumenta se c\u2019\u00e8 il sostegno degli \u201cadulti\u201d.<br>Luisa scrive:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>Certe volte ci veniva a trovare la preside, ci faceva sempre dei complimenti ed \u00e8 una cosa bella \u2026ci sentivamo fieri del lavoro che svolgevamo tutti, perch\u00e9 eravamo una squadra.. Si lavorava tutti insieme passo dopo passo per soddisfare i clienti, vedere i clienti con il sorriso.. Perch\u00e9 ho capito anche una cosa: il nostro compito non \u00e8 dare il 100% a noi stessi ma il 50% ai clienti e il 50 % a noi stessi. Io credo di non aver mai visto una scuola che apre un piccolo ristorante e si mette in gioco con noi ragazzi, con tutte le difficolt\u00e0 che arrivano, ma che alla fine vengono superate.<\/em><br><em>Io dico di non fermarvi quando vedete un ostacolo difficile, andate avanti con il sorriso e con il coraggio, bisogna dirsi \u201canch\u2019io ce la posso fare\u201d.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Avendo il grande valore di porre i ragazzi in contatto diretto con un pubblico-cliente, con il progetto vengono incrementate le competenze trasversali: dalla consapevolezza del ruolo all\u2019autostima.<br>E Nabil: \u201cVeniva spesso anche la preside, mi faceva sempre i complimenti: quando persino una preside ti apprezza, alla fine, ci credi davvero. \u00c8 bello e gratificante. C\u2019erano anche i professori delle altre materie, ogni tanto. L\u00ec potevano vedere come lavoravi, conoscerti sul campo, non solo in classe. Magari qualcuno cambiava idea su di te\u201d.<br>I ragazzi pi\u00f9 ostili all\u2019aula richiedono e apprezzano le altre possibilit\u00e0, gli altri luoghi e situazioni dove mettersi in gioco in modo pi\u00f9 disinvolto, non forzato. In questo modo il docente pu\u00f2 costruirsi una visione nuova del ragazzo e beneficiare di ci\u00f2 anche in classe.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una giornata all\u2019OFF<\/h3>\n\n\n\n<p>Nabil racconta cos\u00ec la sua quotidianit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>Arrivavo alle 8:00, mi cambiavo, mettevo la divisa (cucina o sala). Nelle prime due ore, mi occupavo del servizio al bar per le colazioni, mentre la classe seguiva la lezione del prof Cariati. Alle 11:30, preparavo la sala per il pranzo per poi dedicarmi al servizio insieme alla classe. Ogni giorno c\u2019era un menu diverso per cui, prima di apparecchiare, dovevo essere informato sui piatti. Da stagista ho creato un bel rapporto con dei quasi coetanei: una bella sfida capire come approcciarsi a loro mantenendo un po\u2019 di distacco professionale, visto che, durante il servizio, anch\u2019io mi sentivo un po\u2019 un riferimento.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fomal.org\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/off05_500px.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6598\"\/><\/figure><\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fomal.org\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/off06_500px.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6599\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Gli stagisti sono quotidianamente divisi in due gruppi, uno assegnato al bar (per le colazioni) e l\u2019altro alla cucina, mentre Elena fa la spola tra un ambiente e l\u2019altro, seguendo, al contempo, la cassa.<br>Le classi seguono un iter diverso e, dopo aver indossato la divisa (quattro quella di cucina e gli altri quella di sala), seguono la lezione del professor Cariati. Una lezione teorica di circa 90 minuti che trova riscontro durante il servizio, appena due ore dopo. Si comincia, per esempio, con la spiegazione della comanda nello stesso giorno in cui a tutti viene chiesto di recarsi da un cliente per prenderne una.<br>Uno alla volta, poi, eseguono una prova di caffetteria, con l\u2019affiancamento di Elena e degli stagisti a cui, volutamente, vengono assegnati pi\u00f9 compiti e a cui si richiede anche una maggiore, seppur graduale, autonomia.<br>A ciascuno viene quindi assegnato un ruolo (solitamente, scelto in autonomia), nel rispetto delle esigenze del locale. Ogni ragazzo \u00e8 l\u2019esclusivo detentore di quello specifico ruolo, ma al tempo stesso \u00e8 parte di una brigata, dove la sintonia e l\u2019armonia sono il collante principale del lavoro personale e collettivo di cui \u00e8 responsabile. Il rispetto di questo ruolo \u00e8 fondamentale affinch\u00e9 vada tutto per il meglio. \u201cTutti i giorni in scena a mano libera\u201d, dice Migliorini.<br>I clienti del locale si rendono subito conto della particolarit\u00e0 del contesto, giovane e dinamico, e contribuiscono con piacere, sempre pi\u00f9 numerosi, al progetto; diventano anche loro \u201cattori\u201d autentici e frequentano il locale con costanza, imparano ad apprezzarne le dinamiche, osservano e commentano i progressi dei ragazzi. Sanno che, pranzando a OFF, possono contribuire personalmente alla loro crescita e formazione. Il giro si allarga, le convenzioni aumentano e OFF arriva fino a 80 coperti, con una media di 50 al giorno.<br>L\u2019OFF si trasforma, cos\u00ec, in un luogo dove l\u2019educazione si fa responsabilit\u00e0 collettiva e gli obiettivi si allargano alla costruzione di una vera e propria comunit\u00e0 educante.<br>Ci sono giornate particolari, come il venerd\u00ec, in cui l\u2019OFF accoglie dieci clienti, segnalati dai servizi sociali del Comune, a cui viene offerto il pranzo per ovviare alla chiusura delle Cucine Popolari.<br>Capitano aperture serali per cene su prenotazione (in particolare, scolaresche straniere, ospiti presso un ostello poco distante) ed iniziative organizzate ad hoc da Fomal.<br>Ad esempio, la Cena d\u2019autore, progetto interdisciplinare ideato e curato dai ragazzi della 2\u00b0C per auto-finanziare un viaggio d\u2019istruzione. Ancora, una cena a tema cinematografico, con intrattenimento musicale dal vivo (colonne sonore di film appositamente selezionati) e menu a tema.<br>(Mettiamo la foto del menu\/locandina?)<br>Riflettendo sull\u2019OFF, Luisa scrive \u201c\u00c8 stata una bellissima esperienza, perch\u00e9 mi sono dato tanto coraggio e ho messo via delle mie insicurezze, ho messo da parte la mia timidezza..Sono stata a contatto con i clienti\u2026Dico bella, perch\u00e9 si stava bene \u2026 si lavorava, ma ci si divertiva; c\u2019erano sempre quei 5 minuti per ridere e scherzare. Non a caso, nell\u2019inno1 dedicato all\u2019osteria si parla di un luogo dove \u201csi impara a sorridere\u201d.<br>Secondo Antonelli e Marcone, lo stage all\u2019interno dell\u2019OFF \u00e8 stato il primo grande successo formativo di OFF, efficace strumento di antidispersione per tutti i ragazzi che hanno potuto vivere il luogo con continuit\u00e0. Le classi che si sono alternate hanno avuto la possibilit\u00e0 di \u201cimparare facendo\u201d in un contesto autentico, dimostrando ad una clientela reale, ma sensibile, le proprie capacit\u00e0. Molti ragazzi hanno riportato in aula la sicurezza, le competenze e l\u2019interesse acquisiti durante l\u2019esperienza a OFF, vedendo ricadute positive anche nella relazione allievi-adulti all\u2019interno della scuola e, in particolare, laddove c\u2019era la consapevolezza reciproca del valore del progetto.<\/p>\n\n\n\n<p>A causa della pandemia covid-19, OFF ha dovuto cessare le proprie attivit\u00e0 a marzo 2020. Resta per\u00f2 un faro, un entusiasmante stimolo da cui ripartire, non appena possibile.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Racconti dall\u2019OFF<\/h3>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fomal.org\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/off03_500px.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6596\"\/><\/figure><\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fomal.org\/home\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/off04_500px.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6597\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ci sono dei giorni in cui la curiosit\u00e0 e l\u2019entusiasmo arrivano a tal punto da mettere appetito. Dopo fiumi di racconti, idee, progetti, aspettative su un\u2019osteria formativa che \u201cchiss\u00e0cosaciaspetta\u201d, decido di offrirmi un pranzo, rigorosamente preparato e servito dai miei studenti. Lo ammetto: in effetti, non so cosa aspettarmi, ma mi godo un moto di orgoglio.<br>Arrivo in via Fioravanti 22, alla sede dell\u2019Associazione Katia Bertasi, lego la bici alla rastrelliera e cerco subito qualcosa che segnali la presenza dei miei (spesso) pestiferi fanciulli. Il giorno prima si era scatenata una bufera per un paio di voti non graditi. Ci sar\u00e0 qualcuno che alza un po\u2019 troppo la voce anche qui \u2013 penso, mentre immagino i volti dei presunti colpevoli. E invece, mi accoglie un sorriso largo e disteso, inamidato, stretto in una divisa completa e in ordine. \u00c8 intento a sistemare la lavagnetta del menu davanti all\u2019ingresso. Mi apre la porta e qualcun altro mi fa accomodare.<br>La sala blu e bianca \u00e8 piena del brusio dei clienti. Sui muri ci sono fotografie che ritraggono i ragazzi e le ragazze all\u2019opera con i propri docenti. Comincio a capire, a respirare l\u2019anima di quel luogo, mentre mi fanno accomodare ad uno dei due tavoli liberi, coccolata con un cestino di focaccia appena sfornata e un menu da scoprire.<br>Sono le 13:00: il ritmo \u00e8 serrato, ma il passo \u00e8 comune. Il suono di una campanella proveniente dalla cucina richiama i responsabili del servizio.<br>Sorridono tutti. Niente telefoni, niente nervosismo. Niente \u201cprof, ma a che serve fare queste cose?\u201d. La concentrazione \u00e8 massima. Anche i pi\u00f9 impacciati si sforzano di essere cordiali. Ne individuo un paio pi\u00f9 sicuri: capisco subito che si tratta degli stagisti, presenti da pi\u00f9 tempo rispetto alle classi che, invece, si alternano quotidianamente.<br>Il gruppo di lavoro c\u2019\u00e8, si avverte, ma con discrezione: quattro professionisti sono seduti al tavolo della \u201cregia\u201d; sono appassionati e qualificati e mi salutano con affetto pur non riuscendo a sedersi con me in quel momento. Sono appena arrivata, ma si vede che quello \u00e8 stato il momento culminante di una giornata piena, durante la quale sono gi\u00e0 state prese le prenotazioni dei tavoli, firmate nuove convenzioni, servite le colazioni, ideato e realizzato il menu del giorno.<br>Io capito poco dopo la lezione teorica, tenuta un paio di ore prima del servizio, sulla comanda. Si avvicina una ragazza, accompagnata dal prof. \u201cBuongiorno, lei \u00e8 L. e prender\u00e0 la sua prima comanda. Te la senti di iniziare?\u201d. Al \u201cs\u00ec\u201d, parto con l\u2019ordinazione: antipasto, tagliatelle al rag\u00f9 e tortino ricotta e pere. \u201cNon beve, prof?\u201d \u201cVorrei, ma a scuola chi ci torna, dopo?\u201d. Sorride, lascia la comanda e si dirige verso nuovi clienti. Questa volta, il prof la incoraggia a fare da sola. Con calma.<br>Faccio il tifo per lei e gioisco quando le sue dita smettono di tremare.<br>Poco dopo arrivano i piatti: me li gusto mentre osservo i clienti. Tutti sanno che la propria presenza in quel luogo significa tanto. Sanno di essere attenti \u201cattori\u201d di un luogo speciale dove la comunit\u00e0 tutta si prende la responsabilit\u00e0 di trasformarsi in comunit\u00e0 educante. Lo sanno i clienti, lo sanno i prof, lo sanno i ragazzi.<br>Io aspetto il tortino e li guardo. Li guardo e non mi sembrano quelli del giorno prima, quelli della penna \u2013 perennemente- dimenticata a casa, quelli del \u201cProf, guardiamo un film?\u201d.<br>Sono diversi: si stanno mettendo in gioco con la guida attenta dei loro insegnanti. Si affidano a loro perch\u00e9 la fiducia \u00e8 reciproca. Sentono di essere parte di qualcosa, tassello indispensabile di un progetto che non \u00e8 solo della scuola, ma di tutti.<br>\u201cQui mi sento responsabile dei clienti, ma allo stesso tempo, mi sento libero di sbagliare\u201d mi dice Nabil, stagista che riesco a braccare per qualche secondo.<br>E poi Luisa mi racconta con la sua disarmante autenticit\u00e0 che la mattina \u201cmi metto calma, mi insegnano come si fa una focaccia..tante cose e devo dire che in certi casi sono anche abbastanza autonoma: qui si imparano le cose e poi senti di volare da sola come un razzo. Certo, anch\u2019io sbaglio, ma, dopo, mi fanno capire dove sbaglio e mi rimetto di nuovo sullo stesso passo e piano piano vado. Ho capito che se ti fermi senza provare, non impari mai: diciamo che per me, personalmente, \u00e8 un po\u2019 una sfida con me stessa questo posto. Si ricorda, prof, che prima ero sempre chiusa in me stessa? Qui ho imparato a dialogare con le persone oltre ad aver acquisito pi\u00f9 abilit\u00e0 in cucina\u201d.<br>Vedo entrare la direttrice e ne approfitto per chiedere a Nabil cosa ne pensi della presenza di cos\u00ec tanti adulti. \u201cQuando persino una preside ti apprezza, alla fine, ci credi davvero. \u00c8 bello e gratificante. Venite anche voi professori delle altre materie, ogni tanto. E questo \u00e8 bello perch\u00e9 ci potete vedere mentre diamo il meglio di noi, non il peggio, come accade qualche volta in aula. Insomma, se l\u00ec vi fate una brutta opinione di noi, qui la dovete cambiare per forza\u201d.<br>Come dargli torto. Quel pranzo mi ha riempito pancia, cuore e mente. Adesso li vedo intenti a mettere in ordine, a salutare i clienti, ormai affezionati.<br>La direttrice Antonella Migliorini mi raggiunge al bancone: \u00e8 emozionata. Lo siamo tutti. Sta funzionando. \u201cSai, serviva un luogo che desse spinta e sicurezza a tutti i ragazzi, inclusi quelli pi\u00f9 fragili; una situazione di formazione che potesse accompagnare verso il mondo del lavoro tutti, incluso chi non riesce ad inserirsi in maniera autonoma. Un luogo capace di coniugare, non fondere, la formazione professionale con il lavoro, l\u2019elemento dell\u2019imprenditorialit\u00e0 con quello della formazione. L\u2019abbiamo finalmente trovato!\u201d.<br>Prendo un buon caff\u00e9 ed indietreggio verso la porta. Voglio riempirmi di quell\u2019energia. Voglio respirare a pieni polmoni quell\u2019entusiasmo per offrire anche io, a loro, ai miei studenti, nelle nostre aule, un nuovo \u201cmenu\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OFF \u2013 OSTERIA FORMATIVA FIORAVANTI pi\u00f9 di un\u2019osteria, diversa da una scuola Grazie alla sinergia tra l\u2019Associazione Katia Bertasi, la cooperativa Fanin e l\u2019ente di formazione professionale Fomal, agli allievi del profilo Operatore della ristorazione, a partire da settembre 2019, viene data l\u2019opportunit\u00e0 di prendere parte ad un\u2019esperienza formativa in un\u2019autentica attivit\u00e0 ristorativa (con una &#8230; <a title=\"OFF &#8211; Osteria Formativa Fioravanti\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.fomal.org\/main\/off-osteria-formativa-fioravanti-2\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su OFF &#8211; Osteria Formativa Fioravanti\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>OFF - Osteria Formativa Fioravanti - Fomal News<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.fomal.org\/main\/off-osteria-formativa-fioravanti-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"OFF - Osteria Formativa Fioravanti - Fomal News\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"OFF \u2013 OSTERIA FORMATIVA FIORAVANTI pi\u00f9 di un\u2019osteria, diversa da una scuola Grazie alla sinergia tra l\u2019Associazione Katia Bertasi, la cooperativa Fanin e l\u2019ente di formazione professionale Fomal, agli allievi del profilo Operatore della ristorazione, a partire da settembre 2019, viene data l\u2019opportunit\u00e0 di prendere parte ad un\u2019esperienza formativa in un\u2019autentica attivit\u00e0 ristorativa (con una ... 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