Anche se con qualche giorno di ritardo rispetto al calendario, a FOMAL non abbiamo voluto mancare l’appuntamento con la Giornata Internazionale dei Diritti della Donna. Lo abbiamo fatto nel modo che ci piace di più: confrontandoci, guardando al futuro e analizzando le sfide reali che attendono i nostri studenti e le nostre studentesse.
Il film: “7 minuti”
Il punto di partenza è stata la visione di “7 minuti” di Michele Placido. Un film intenso, ambientato quasi interamente in una stanza, dove undici lavoratrici sono chiamate a decidere il destino di centinaia di colleghe. Una scelta drastica: accettare una riduzione di pausa di soli sette minuti per salvare il posto di lavoro o resistere per difendere un diritto?
L’incontro con l’esperta: Alessia Mazzocchi
Per aiutarci a leggere tra le righe della pellicola e della realtà attuale, abbiamo ospitato Alessia Mazzocchi, consulente sindacale della Fisascat (CISL). Con la sua esperienza nel settore dei servizi commerciali e del turismo — ambiti che toccano da vicino i percorsi formativi di FOMAL — Alessia ha guidato i ragazzi in una riflessione profonda su:
- Gender Gap: perché ancora oggi esiste un divario salariale e di opportunità tra uomini e donne.
- Settore Ristorazione: le sfide specifiche di un comparto dinamico ma spesso complesso per la conciliazione vita-lavoro.
- Solidarietà: il valore dell’unione sindacale e collettiva contro l’isolamento individuale.
“Il talento da solo non sempre basta in un sistema che spesso non è stato costruito per le donne. È necessario saper ‘navigare’ con consapevolezza, ma soprattutto restare unite.”
Le domande dei nostri studenti
Il dibattito è entrato nel vivo grazie ai quesiti posti dai ragazzi, che hanno dimostrato grande maturità nell’analizzare il conflitto tra interessi individuali e bene comune. Ecco alcuni dei temi toccati:
- Perché il film è ambientato in una stanza? Una scelta che simboleggia la pressione claustrofobica di una decisione che pesa sulle spalle di poche, ma riguarda tutte.
- Solidarietà vs Individualismo: Gli studenti hanno chiesto se la frammentazione del lavoro oggi renda più difficile fare squadra. La risposta è stata chiara: la mancanza di solidarietà è uno dei grandi ostacoli per il miglioramento delle condizioni lavorative.
- Il voto sindacale: “Lei come avrebbe votato?”. Una domanda provocatoria che ha permesso di capire quanto sia sottile il confine tra il compromesso necessario e la perdita di dignità.
Questa giornata ci ha ricordato che parlare di diritti non è un esercizio di stile, ma uno strumento fondamentale per formare i professionisti (e i cittadini) di domani. Perché il lavoro sia davvero un luogo di crescita, per tutti.










