Si è tenuta martedì 3 maggio 2016, presso la sede bolognese di AECA la conferenza stampa di presentazione all’amministrazione regionale e alla stampa del progetto QualitàInClasse.
QualitàInClasse vede la collaborazione tra Aziende agroalimentari del territorio e Centri di formazione professionali (Cefal, Nazareno, Fomal, Cesta) per la creazione di circuito virtuoso tra tessuto produttivo (che collabora con il proprio know-how allo svolgimento dei Corsi), processo di formazione (qualificato dall’utilizzo di materie prime di alto livello) e valorizzazione territoriale (di prodotti rappresentativi dell’unicità regionale).
Il progetto sviluppa il concetto di qualità in molteplici declinazioni:
- La qualità degli studenti che partecipano ai Corsi, la cui formazione è posta al centro del percorso
- La qualità di insegnanti e formatori, che garantiscono al progetto la propria alta professionalità
- La qualità dei partner delle aziende del territorio, che affiancano gli insegnanti e partecipano concretamente al processo formativo
- La qualità dei prodotti del territorio, che identificano l’eccellenza dell’Emilia-Romagna in campo alimentare
A spiegare la filosofia e i principi del progetto è stato Andrea Biondi, direttore di AECA: “L’ingrediente principale della nostra ricetta è l’eredità della Carta di Milano realizzata durante EXPO. Documento che abbiamo vissuto non come un manifesto di un evento commerciale, ma come presa di coscienza di un sistema di valori. Valori che insieme ai nostri Centri abbiamo deciso di sposare, sottoscrivere, trasmettere agli oltre 600 ragazzi che a partire dal prossimo 15 settembre inizieranno i corsi”.
Presenti all’incontro anche i rappresentanti di Pastificio Andalini, Caseificio Razionale Novese, Consorzio dei Produttori dell’Aglio di Voghiera, Acetaia Cremonini, Italia Zuccheri, Molini Industriali, Parmareggio; alcuni dei partner del mondo agroalimentare emiliano-romagnolo che hanno deciso di partecipare fattivamente al processo formativo (per leggere l’elenco completo visitare il sito). “Questa è la grande novità – specifica Bianchi – dei nostri Corsi: stabilire una relazione forte e reale con chi le eccellenze del territorio le produce. Puntiamo a insegnare la sostenibilità del cibo, ma anche a valorizzare i prodotti di qualità. Il nostro sarà un sistema duale reale: i ragazzi toccheranno con mano l’organizzazione aziendale, e lavoreranno in classe su prodotti di largo uso realizzati da generazioni secondo determinati criteri. D’altronde chi utilizza risorse pubbliche non ha soltanto la responsabilità di spendere in modo corretto, ma deve anche metterci del valore aggiunto”.
Finora le aziende partner del progetto sono 12. “Sono il nostro motore – spiega il presidente AECA Emilio Sabattini – ma non si tratta di una setta chiusa; anzi, auspichiamo che altre espressioni dell’impresa agroalimentare regionale si uniscano al progetto. Finora abbiamo cercato di coinvolgere imprenditori che realizzano prodotti fondamentali per la ristorazione e prodotti tipici”.











